LA NOSTRA MATERIA PRIMA: IL LEGNO
Il legno è una materia che ci è talmente familiare che risulta quasi scontato e banale dargli una definizione.
COS’È IL LEGNO?
Chimicamente il legno è composto per il 40-50% da cellulosa, per il 20-30% da lignina e per il restante 20-30% da altre sostanze (carboidrati, grassi, tannini, sali minerali).
Come ogni altro tessuto vegetale, il legno è un prodotto della fotosintesi e della complessa serie di reazioni chimiche che, per mezzo dell’energia solare e partendo da semplici “materie prime” (l’anidride carbonica presente nell’atmosfera, l’acqua ed i sali minerali presenti nel terreno) onnipresenti sulla superficie del nostro pianeta, permettono alle piante verdi di produrre nuova sostanza organica.
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Il legno è il più antico combustibile utilizzato dall'uomo per il riscaldamento delle abitazioni e la cottura dei cibi. Solo 200 anni fa ha cominciato ad essere sostituito dal carbone prima e poi dal petrolio e dal gas naturale, fino ad essere quasi completamente soppiantato, nei paesi sviluppati, dai combustibili fossili, più pratici da utilizzare e, per un lungo periodo, più economici.
Negli ultimi anni si sta però verificando un'inversione di tendenza, testimoniata in Italia dall'andamento della vendita di caminetti, stufe, caldaie e dalla realizzazione di medie e grandi centrali termiche, elettriche ed a cogenerazione alimentate a biomassa legnosa. |
Il legno è una fonte di energia:
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RINNOVABILE: perché viene continuamente riprodotta, in tempi brevi su scala umana, dagli alberi e dagli arbusti che crescono. Tagliando la legna in maniera responsabile si fornisce più spazio vitale agli alberi del bosco, garantendo una sana rigenerazione della vegetazione. Incentivare l’uso della legna come combustibile non è una minaccia per i nostri boschi, anzi è un potente stimolo per curarli e ampliarli. La legna oggi utilizzata per il riscaldamento proviene in genere da piantagioni “dedicate”. |
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NEUTRALE: riguardo l’emissione di anidride carbonica nell’atmosfera (“CO2 neutrale”) perché la CO2 emessa con la combustione è la stessa che era stata assorbita qualche anno prima con la fotosintesi. (v. ciclo della natura) |
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PULITA: perché alla fine del processo di combustione (se esso avviene correttamente) restano SOLO sostanze naturali ovunque abbondantemente presenti nel nostro ambiente in concentrazioni non tossiche per gli organismi viventi. |
Siamo abituati a pensare agli alberi come a degli amici perché ci danno l’ossigeno. Cominciamo a considerarli amici anche perché sottraggono l’anidride carbonica in eccesso dall’atmosfera e perché ci permettono di sfruttare l’energia del sole per riscaldare le nostre case.
VI È ABBASTANZA LEGNO NEL NOSTRO PAESE?
In Italia vi sono più di 8 milioni di ettari di bosco che ogni anno si accrescono di almeno 25 - 30 milioni di m
3 di legno.
Una parte è legno di buona qualità, destinabile ad usi di pregio (edilizia, arredamento).
Una parte dei boschi si trova in aree di difficile accesso o di grande pregio naturalistico, dove è saggio lasciare che i boschi invecchino e recuperino a poco a poco un aspetto più naturale.
Anche raccogliendo per fini energetici solo la metà del legno che ogni anno si aggiunge a quello già presente, i boschi italiani potrebbero fornire 12 - 15 milioni di metri cubi di legna da ardere all’anno, pari a circa 7 - 8 milioni di tonnellate di legno secco.
La raccolta del legno, se effettuata secondo i principi e le tecniche di una corretta selvicoltura, non ha ripercussioni negative sui boschi che, anzi, possono essere in tal modo meglio coltivati.
La valorizzazione dei residui legnosi potrebbe ragionevolmente fornire altri 8 - 9 milioni di tonnellate di legno secco all’anno. |
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Complessivamente in Italia già oggi sono disponibili 20 - 25 milioni di tonnellate di legno secco utilizzabile per fini energetici.
A questi si può aggiungere il legno che sarà conveniente produrre coltivando alberi a fini energetici nelle aziende agricole utilizzando i contributi messi a disposizione dall’Unione Europea, stimabile in 5 - 10 milioni di tonnellate di legno secco all’anno.
È dunque ragionevole stimare che nel nostro Paese sono o potrebbero essere a breve disponibili circa 30 milioni di tonnellate di legno secco all’anno, sufficienti a riscaldare completamente almeno 3 milioni di abitazioni.
Incentivare l’uso del legno come fonte energetica non costituisce un rischio per il nostro patrimonio arboreo e forestale, ma anzi, è un potente stimolo perché esso sia curato ed ampliato.
IL RAPPORTO TRA ENERGIA ED ECONOMIA
La disponibilità di energia è uno dei fattori essenziali per lo sviluppo delle attività economiche. L’umanità utilizza una gamma molto diversificata di fonti energetiche la cui distribuzione è però poco omogenea sul pianeta.
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Molti popoli non dispongono all’interno del loro Paese di risorse energetiche sufficienti alla loro economia. L’Italia, ad esempio, dispone di meno del 20% delle fonti energetiche che utilizza.
In epoche di abbondanza di disponibilità e di liberi scambi commerciali, la disponibilità di energia influisce in modo marginale sulla competitività dei diversi Paesi, facendosi maggiormente sentire la qualità della loro ricerca scientifica, la dinamicità delle imprese, l’organizzazione generale dello Stato.
Non è comunque lontano il ricordo di periodi in cui l’oggettiva scarsità di fonti energetiche ha condizionato l’economia dei paesi poveri di energia (ad es. la “crisi petrolifera” del 1973). |
Le previsioni per il futuro non sono rosee: se infatti è pur vero che disponiamo ancora di ingenti quantitativi di combustibili fossili, è anche vero che i consumi globali di energia stanno rapidamente crescendo e che il tasso di scoperta di nuovi giacimenti di fonti fossili non tiene più il passo con il tasso di utilizzo.
Il costo dell’energia è destinato a crescere ed a quel punto il legame tra economia e disponibilità di energia tornerà a farsi sentire. L’Unione Europea incentiva l’utilizzo delle fonti rinnovabili, finanziando le attività di ricerca e sostenendo un ampio spettro di azioni volte a favorire il decollo del loro impiego.